Due uomini, quattro donne e una mucca depressa

Due uomini, quattro donne e una mucca depressa

Titolo Originale: Due uomini, quattro donne e una mucca depressa
Nazione: Italia, Spagna
Genere: Commedia
Durata: 98′
Anno: 2012

Regia: Anna Di Francisca
Cast: Miki Manojlovic, Maribel Verdú, Eduard Fernández, Laia Marull, Ana Caterina Morariu, Gloria Muñoz, Hector Alterio, Carmen Mangue…

Trama: In fuga dalla propria abitazione romana a causa della profonda crisi affettiva e creativa che lo attanaglia, il compositore Edoardo (Miki Manojlovic) parte alla volta di un piccolo paesino della Spagna dove spera di immergersi in un clima di tranquillità e benessere. Ma l’incontro con un piccolo gruppo polifonico, malandato e mal assortito, lo porta a incrociare la sua esistenza con quella di un gruppo di donne, unite dalla passione per la musica.Fonte Trama  


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Note: COMO ESTRELLAS FUGACES: IL CANTO CONTRO LE AVVERSITÀ DELLA VITA
Realizzato tra Italia e Spagna, Due uomini, quattro donne e una mucca depressa è il terzo lungometraggio della regista Anna Di Francisca, vincitrice del Prix Europa a Berlino con l’opera prima La bruttina stagionata. Presentato in anteprima internazionale nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, Due uomini, quattro donne e una mucca depressa è stato accompagnato dalle seguenti note di regia: “Due uomini, quattro donne e una mucca depressa è una storia corale, dal tono ironico, che segue le vicende di cinque personaggi, quattro donne e un uomo, e si svolge in una piccola città di provincia del sud della Spagna, in un clima di apparente quiete e tranquillo benessere. La gente qui è cordiale, l’erotismo particolarmente palpabile, la cucina ottima e abbondante. Le esistenze dei nostri si intrecciano e danno vita a complicità e conflitti, trovando pur sempre un’unione in quello che è il loro appuntamento settimanale: il coro. Edoardo ne è il direttore….in qualche modo la sua figura assume un significato quasi terapeutico.Lui non è nato lì, viene da fuori, da una grande città italiana, Roma, è finito in questa cittadina per una sorta di esilio volontario e non si sa per quanto tempo ci starà. Ha il fascino dell’esotico, una simpatia trattenuta, non vorrebbe concedere troppa intimità, ma a volte sarà costretto a farlo, suo malgrado. Ecco, attraverso gli eventi vissuti dai protagonisti, l’intento è quello di mostrare i motivi di questa “necessità terapeutica” che li coinvolge tutti in modo diverso ma sempre intenso. Gli accadimenti traumatici, voluti o imprevisti, modificano il loro apparente stato di quiete e ne sconvolgono l’equilibrio, obbligandoli a delle scelte. La metodicità, l’ordine, l’efficienza di una piccola cittadina dai colori forti, con la terra rossa, i cieli tersi, la sua piazza diventano la scenografia ideale per raccontare questo piccolo mondo perfetto, ma che si può anche facilmente sgretolare. La vivacità di queste donne, così terrene e reali, dà verità ai personaggi, in cui non é difficile immedesimarsi. La musica gli fa da contrappunto. Due uomini, quattro donne e una mucca depressa vuol essere anche questo: uno sguardo tenero e insieme sarcastico su un universo femminile, ma non solo, desideroso di cambiamenti e di solarità, che trova anche col canto la forza e l’energia di ribellarsi alle avversità”.